Sandbox ILARS

Elemento #: SCP-XXX-IT

Classe dell’Oggetto: Euclid

Procedure Speciali di Contenimento: Alla luce degli effetti e della storia di SCP-XXX-IT, il suo prelievo e il suo contenimento definitivo di sono da considerarsi di bassa priorità. Ad oggi

Considerata la vicinanza con il Sito Vittoria SIR-IV "Missio Mercurii"

SCP-XXX-IT è stato verniciato tramite SCP-███-IT, questo per le doti anti memetiche che possiede l’anomalia. Tramite a ciò è stato possibile rendere SCP-000-IT invisibile a occhio umano dalle 03:00 alle 06:00.

Descrizione: SCP-XXX-IT è un insieme di lampioni (denominati SCP-000-IT-1, -2, -3 e -4) in stile in [https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stile_umbertino Stile Umbertino1

Palazzo della █████ di █████████ di Bologna

Ogni istanza è alta e ha una struttura in ferro di color nero

è fatta in ferro verniciato di nero. Svariati basso rilievi e aggiunte floreali sono presenti sulla superficie di SCP-161-IT; l’anomalia possiede 3 lampadine più piccoli all’esterno, al centro invece possiede solamente una lampadina rialzata rispetto alle altre. Dopo vari controlli, SCP-161-IT ricalca perfettamente i 4 lampioni di Piazza Minghetti (Bologna) collocati negli angoli esterni del Palazzo della Fondazione Carisbo; SCP-161-IT riporta anche le ammaccature e segni di assenza di vernice come è presente nella versione non anomala.
SCP-000-IT ha infatti rimpiazzato, visualizzare Addendum-161-3, i lampioni non anomali e l’anomalia è collocata nella stessa posizione dal 24/04/2019.

Durante le ore diurne SCP-161-IT non mostrerà nessuna dote anomala. A partire dalle ore 03:00 fino alle ore 06:00, SCP-161-IT comincerà a muovere la parte inferiore del corpo, ovvero 3 gambe alte in totale 30 cm; le zampe paiono felinidi, probabilmente leonine, e anche esse sono in ferro. L’anomalia si sposta in modo alquanto goffo, questo per la forma e posizione delle gambe. Infatti SCP-161-IT è costretto a fare piccoli passi, alzando solamente qualche centimetro le gambe, strusciando solitamente le dita a terra. Il solo arto posteriore invece, essendo orientato esternamente, non può spingere in maniera propriamente adatta tutto il corpo; anche se alle volte SCP-161-IT tenta di darsi un’ulteriore spinta in avanti e alzando le zampe anteriori per fare ciò che si può identificare in un piccolo balzo.

I movimenti non sono veloci; per fare un metro SCP-161-IT impiega 30 circa. L’anomalia durante il suo periodo di attivazione percorre determinati percorsi delineati, essi possono variare in base all’istanza. Visualizzare il documento File#161-Percorsi[ACCESSO NEGATO - AUTORIZZAZIONE SPECIALE 161-3 RICHIESTA] per maggiori informazioni.

Molteplici volte accade che alcune istanze di SCP-161-IT si blocchino per qualche minuto per poi mostrare nuovamente abilità anomale. Il motivo di ciò è ignoto, si crede però siano dei malfunzionamenti dovuti alla poca praticità del creatore.


Addendum-161-1: Scoperta

In data 25/04/2019, la Fondazione è venuta a conoscenza di SCP-161-IT dopo che un gruppo di 3 ragazzi universitari, due dei quali in stretti rapporti con la MADAO mentre uno in stretto rapporti con l’OI, avrebbero avvistato SCP-000-IT-2 camminare all’interno del Portico di San LucaIl portico più lungo al mondo, esso conduce al Santuario Madonna di San Luca.. I ragazzi, dopo una iniziale incredulità, portata anche dalla insicurezza sulla realtà dell’anomalia dato l’alto tasso alcolemico ingerito, decisero di comunicare tramite l’unico ragazzo che aveva il telefono con se; ovvero Luca Gasperi, facente parte della Famiglia Gasperi 2.

Dopo aver fatto presente l’incontro anomalo allo zio, Gennaro Gasperi, i ragazzi decisero di dirigersi ai rispettivi appartamenti.
Gennaro Gasperi chiamò poi Franco Paladini, Gran Sacerdos di Ravenna, descrivendogli in modo abbozzato i fatti.

Paladini, il 26/04/2019 alle ore 16:04, contattò la Fondazione. La scelta così repentina deriva dal fatto che Paladini temeva per lo scombussolamento che SCP-161-IT potesse portare al VELO.
La Branca Italiana ha poi somministrato degli amnestici di Classe A ai tre ragazzi.
Paladini ha donato totalmente il caso alla Fondazione, tuttavia ha comunque chiesto di poter partecipare allo sviluppo delle indagini.


Addendum-161-2: Primo Contatto con PdI-2019

In data 31/06/2022 alle ore 02:15, i due agenti Pierantonio Laboni ed Eschilo Lingiari sono in macchina parcheggiati in Via Farini, nei pressi di Piazza Minghetti (ovvero dove è locato SCP-161-IT). Nel mentre attendono un terzo agente (Faldo Majni), andato a comprare dei caffè d’asporto, vedono dallo specchietto retrovisore due persone (da ora in poi chiamate T-161-1 e T-161-2) uscire da Via Castiglione e fermarsi davanti a SCP-161-IT-1; nell’ultimo anno era stata l’unica istanza che presentava dei gravi malfunzionamenti, infatti esso non mostrava più abilità di locomozione; ciò che si pensa abbia portato alla perdita delle doti anomale sia stata la rottura di diversi pezzi strutturali di -1, dovuti ad un incidente stradale.

I due agenti sono rimasti a guardare per qualche minuto pensando che T-161-1 è -2 fossero turisti. Alle ore 02:18 arriva anche l’agente Faldo Majni, il quale entrando in macchina distrae i due agenti; cominciano tutti a sorseggiare i caffè. Da quanto riferito da Laboni e Lingiari, alle ore 02:20, ricominciano a controllare 161-IT-1, mentre Majni esce dalla macchina per contattare l’agente Antonino Paterni, in ritardo dato un’incidente in autostrada.

Laboni e Lingiari vedono che SCP-161-IT-1 comincia a muovere in maniera totalmente anomala le strutture in ferro che tengono le lampade più piccole. I due agenti si fiondano fuori dalla macchina per cominciare a rincorrere T-161-1 e -2, tuttavia essi scappano.
T-161-2 imbocca Via de’ Pepoli, per poi sparire nel nulla. I due agenti tornano in macchina per rincorrere T-161-2 che stava scappando in Via Farini; dopo qualche minuto riescono a bloccarla e a farla salire in macchina.

T-161-1 viene portata al Sito Vittoria. Dopo l’evento, allo scoccare delle ore 03:00, SCP-000-IT-1 torna a mostrare le sue abilità anomale.


Addendum-161-3: Intervista PdI-20191

T-161-1 è identificata come Adriana Paladini (da qui in poi chiamata “PdI-2019”), nata il 11/07/1984 e residente a Backdoor SoHo 3.

Di seguito è presente una trascrizione dell’intervista fatta all’arrivo di PdI-20191 al Sito Vittoria.

Addendum-161-3

[INIZIO LOG]

Dottor Navaro Aiossa: Bene, la telecamera è attiva e dovrebbe essere anche carica. Direi che possiamo cominciare. Adesso che ci penso, sono comunque le quattro di notte, vuole un caffè?

PdI-20191: Non mi dispiacerebbe, ecco.

Il Dottor Aiossa esce dalla stanza dell’interrogatorio per preparare i due caffè alla macchinetta, PdI-2019 rimane da sola, tuttavia senza mostrare comportamenti anomali.

Dottor Aiossa: Ecco a lei.

Aiossa porta i caffè e lo zucchero. PdI-2019 comincia a scuotere la bustina dello zucchero.

Dottor Aiossa: Va bene, possiamo cominciare. (Sfoglia il documento stilato riguardante all’Addendum-161-2). Sì, ecco, dando una sfogliata a questo documento direi che lei si definisce un’anartista (Aiossa alza lo sguardo verso PdI-2019), è così?

PdI-20191: Dottore, lei è molto intuitivo, i miei complimenti.

Dottor Aiossa: Un’altra domanda, (gira pagina del documento), che rapporto ha con la persona (viene inteso T-161-2) che era con lei poco fa?

PdI-20191: Liz, siamo BFF4. Mi ha solo dato una mano a sistemare i lampioni.

(Aiossa sfoglia i documenti più volte, controllando se sono presenti informazioni su T-161-2.)

Dottor Aiossa: Ora dove si trova?

PdI-20191: È già tornata a SoHo, ha preso un passaggio alternativo.

Dottor Aiossa: Ok, sappia che nei prossimi giorni le saranno fatte ulteriori domande sui Nessi da esperti della Fondazione. Invece, PdI-2019, ci può dire qualcosa in più sui lampioni?

PdI-20191: I “lampioni”, come li chiama lei, sono i “Viandanti di Bologna”; è il mio regalo a questa città che ho fortunatamente abbandonato. (Qualche secondo di silenzio) Comunque non mi sembra in grado di gestire un’intervista? La Fondazione è rimasta senza fondi e mantiene vecchi come lei?

Dottor Aiossa: Faccia meno la spiritosa. Tornando in carreggiata, con “regalo per la città”, cosa intende?

PdI-20191: Che questo posto è una prigione; sono rimasta anni qui e mi sono dovuta sopportare degli atei fighettini che facevano il liceo classico. Ho passato anni di schifo, tutto questo perché mio padre di mentalità è più vecchio di lei.

Dottor Aiossa: Sulla questione famiglia ci torniamo dopo. Da quanto so lei ha creato diverse opere; la fontana a Piazza StrayDog di SoHo ha dato una mano nella costruzione, ha esposto anche opere alla Galleria d’Arte Goričana. Insomma, perché la decisione di mettere a repentaglio la stabilità del VELO? E perché mettersi contro di noi?

PdI-20191 inizia a mescolare il caffè.

PdI-20191: Non mi interesso di voi ne del VELO, onestamente. Ero sicura che tanto non avrebbe creato ingenti danni alla città.

Dottor Aiossa: (Guarda PdI-2019 per qualche secondo) Sa, lei è una persona particolare, ci ho messo tanto a leggere i documenti e a farle domande fuori luogo perché intendevo capire al meglio come si sente. Pare un’essere indifeso, tuttavia ha imparato anche a mordere. (Guarda ancora per qualche secondo PdI-2019) Bene, di lei non abbiamo nessun fascicolo, per questo le chiedo di farci un sunto della sua vita, sopratutto personale.

PdI-20191: Va bene, parto dall’inizio. Sono nata nei pressi di Ravenna, in una casa di campagna, abbastanza spaziosa ma nulla di eclatante. Mio padre lo vedevo poco, mia madre è sempre stata una donna fredda e non avevamo un buon rapporto. L’uomo che io dovrei chiamare “papà” suppongo lo conosciate, Franco Paladini.

Dottor Aiossa: Lo conosciamo e abbiamo già collaborato in passato.

PdI-20191: Dietro a l’uomo che c’è oggi esiste tutto un passato burrascoso e una dura situazione, da lui creata, in famiglia. Già da bambina la sacra famiglia non esisteva, i miei sembravano coppie separate. L’unica cosa che ho da sempre amato è l’arte; è una delle poche cose importanti nella mia vita. Papà nel poco tempo che trascorreva a casa amava farmi leggere documenti anomali e farmi apprendere conoscenza arcana, secondo lui “una Paladini deve essere acculturata già da bambina”.

Dottor Aiossa: Ciò che riesce a fare con le sue opere è anche merito di suo padre, dovrebbe essere almeno un po’ grata.

PdI-20191: Onestamente, me ne sbatto di cosa mi ha insegnato. Doveva essere più attento in famiglia.

PdI-2019 sorseggia il caffè.

PdI-20191: Gli mostrai i miei disegni, lui li bruciò… capisce che padre ho avuto? I miei prof alle medie gli mostrarono la mia media, avevo 10 in arte e 9 in italiano e scienze; lui si arrabbiò e mi obbligò ad abbandonare l’arte. Gli chiesi di fare un artistico, indovini che mi disse.

Dottor Aiossa: Ti ha detto di no.

PdI-20191: Gli chiesi di poter andare a fare l’università di belle arti di Bologna. Mi mandò dove volle lui. Stetti solamente un anno in quella scuola, venni bocciata per atti vandalici. Poi mi sono spostata per le capitali europee per qualche anno, ho incontrato diversi circoli di anartisti; fino al 2011, quando mi sono trasferita definitivamente a SoHo.

Dottor Aiossa: C’è altro?

PdI-20191: Per vedere cosa la vostra preziosa Normalità

[FINE LOG]

Dopo questa intervista è stato avvisato Franco Paladini sull‘identità di PdI-2019.

Aggiornamento 01/07/2022: Dati gli accordi internazionali riguardo ai Nessi, la Fondazione è stata costretta a riportare PdI-2019 a Backdoor SoHo. Non è stato possibile intervistare nuovamente PdI-2019.


Addendum-109-2: File PdI-20191

Quanto segue è il Documento della Divisione Gruppi e Persone d'Interesse circa PdI-21489.

Fascicolo Persona d'Interesse


1200px-SCP_Foundation_(emblem).svg.png

ID PdI: 20191

Nome di Battesimo: Adriana

Alias Conosciuti: .

Gruppi di Interesse Associati: Are We Cool Yet?, Ordo Iani

Data di Nascita: 11/07/1988

Nazionalità: Italiana

Descrizione Fisica: Femmina caucasica, capelli bruni lunghi mossi, occhi verdi. Altezza 1,68 m ca., peso 84 kg. Corporatura .

Segni Particolari: .

Ragioni d’Interesse: Membro del collettivo anartistico AWCY?, coinvolta nel processo di costruzione di varie anomalie.

Altre PdI Associate: PdI-19867.

Abilità Anomale: Anartista, conoscenze su svariati criptidi, conoscenze taumaturgiche medio-basse.

Comportamento da Tenere: Osservazione nei limiti consentiti, cattura in caso oltrepassi la zona appropriata, media priorità.

Luoghi di Residenza: Via Dori 47, FP-216 "Nova Cannae", 1161 Amsterdam Avenue, New York City.

Informazioni Biografiche: Nata e cresciuta a Firenze, Emilia-Romagna. Padre e madre appassionati d'arte e membri dell'Ordine di Giano. Condivide l'amore per gli animali con la sorella Giulia Rossetti e quello per l'arte coi genitori, in particolare il secondo.

Nel 2008 inizia a frequentare la Sede di Firenze della Medicea Accademia dell'Arte Occulta (MADAO) grazie a una conoscenza dei genitori, dove pianifica di ottenere un posto come architetta; viene trasferita, poi, alla sede newyorkese della MADAO. È qui che interrompe tutti i contatti con la famiglia e conosce Andrea Amaderi — studente di musica la cui famiglia è nota come grande esponente del CADMO — con cui sostiene ancora ad oggi una relazione amorosa. È anche qui che conosce il Critico e si unisce ad AWCY?.

Nel mentre che studia alla sede viene schedata ufficialmente come PdI e lavora come volontaria alla sede di NYC della Wilson's Wildlife Solutions, dove conosce Faeowynn Wilson. Dal 2009 si identifica come maschio.

Si trasferisce insieme ad Amaderi a Nova Cannae, poco dopo aver entrambi conseguito la laurea, località dove risiede tutt'ora e occupata nello stesso luogo come anartista specializzata in archite; ha contribuito, fra le altre cose, alla costruzione del Sole dei Cento Raggi.Edificio religioso di Nova Cannae, aperto a tutti i credenti. nel 2011 e al riammodernamento del municipio di Cannae nel 2015. La sua ultima creazione anomala, terminata nel 2024, sembra essere stata SCP-109-IT.

Addendum-161-4: Chat tra Paladini e PdI-2019

In data 25/04/2023, PdI-2019 sbloccato e messaggiato Franco Paladini.

Adriana




Ti faccio rientrare nella mia vita solamente per una cosa, ricordi l’installazione di Bologna? Quella dove hai collaborato con la Fondazione. Bene; il governo di Backdoor SoHo ha deciso di premiarmi e mi ha chiesto di costruirne altri. [REDATTO] a te e al tuo non credere in me.
18:16




Brava Adriana, sapevo che quell’anomalia era una grande cosa. Sono contento che pensi ancora a me; ti prego, mi sono sentito in colpa negli ultimi anni. Ci potremmo rivedere per un caffè? Anche mamma sarebbe felice.
18:17



Adriana ti ha bloccato.

PdI-2019 è stato provato a contattare diverse volte, tuttavia senza successo. Il governo di Backdoor SoHo si è dimostrato non voglioso di collaborare con la Branca Italiana; esso ha però fatto sapere che quanto detto da PdI-2019 è vero. Da quanto è stato riferito, dall’inverno 2023 verrano creati e posizionati diverse istanze di SCP-161-IT nel Nesso.



Joke

Elemento #: SCP-001-IT-J

Classe dell'Oggetto:

Procedure Speciali di Contenimento:

Descrizione:



Racconti

Scenario: un sito archeologico da qualche parte tra il Nord Africa e il Medio Oriente.
Personaggi:

  • Lara Croft (archeologa e avventuriera inglese);
  • Arthur Bellick (imprenditore milionario sudafricano, cacciatore di tesori e nemesi di Croft);
  • Signor Ahmed (archeologo egiziano, compagno di viaggio momentaneo di Croft);
  • Fez (cuoco locale, compagno di viaggio momentaneo di Croft);
  • Una truppa di otto mercenari locali comandati dal capitano Sawair, al soldo di Bellick.

Il gruppo raggiunse la sala centrale, il cuore del tempio. Dalla parete in fondo sporgeva una gigantesca lastra quadrata di pietra di almeno cinque metri per lato e con gli orli coperti di iscrizioni. Al centro di quello spazio si trovava un’immagine scolpita di una testa leonina simile a un bassorilievo; i suoi occhi riflettevano leggermente la luce, come se fossero fatti di resina. Al di sotto di quell’effige era collocata una sorta di pannello quadrato sporgente, circoscritto a un altro pannello più piccolo, circolare e dai bordi incassati, il cui centro, a sua volta, presentava una cavità emisferica attraversata da una piccola asta verticale che ricordava una maniglia.
Tra i presenti, Arthur Bellick non era più abile nell’interpretazione di quella lingua antica, così ordinò a Sawair di mandare avanti il signor Ahmed.



Il significato di quella trascrizione non fece che confermare i risultati delle ricerche: quella struttura era una specie di fonte della visione di Aion, uno stato dell’essere che avrebbe svincolato gli uomini dalla successione lineare del tempo. L’ultimo metro di trascrizione spiegava perfino come aprire il cosiddetto “scrigno”.
Bellick aspettava quel momento da molti anni, ma non era un uomo precipitoso: la lezione più importante che avesse mai ricevuto nella sua carriera fu apprendere che il pericolo e l'imprevedibilità erano legati a tutti gli elementi paranormali, a prescindere da quanto sembrino innocui e controllabili. Allora lui preferì un approccio elaborato e circospetto: ordinò di far evacuare la sala, a parte un ostaggio. Venne sorteggiato il più giovane, Fez. Con la minaccia di otto fucili puntati alla schiena, il ragazzo ricevette l’ordine di aprire la struttura, e subirne eventuali effetti mortali.
Tesissimo, Fez afferrò l’asta al centro dei pannelli e provò a tirare, non ottenendo nulla. Si inclinò all’indietro usando i piedi come perno, in modo da trascinare il pannello con il suo peso. Il pannello si mosse lentamente, uscendo di qualche centimetro dalla cornice quadrata.
Per un secondo, tutti videro gli occhi del leone illuminarsi intensamente.
Lo “scrigno” era aperto.


Lo “scrigno” fu chiuso.
Bellick impiegò qualche secondo per capire di trovarsi davanti al muro, con la spalla premuta contro i pannelli. Si allontanò, tremante e spossato, non capacitandosi di cosa fosse appena successo. Il suo ultimo ricordo preciso furono gli occhi illuminati del leone scolpito mentre il giovane cuoco tirava quel pistone arcano su cui lui stesso si



era appena ritrovato attaccato; quanto a ciò che era avvenuto nel frattempo… esisteva una nebbia accecante di sensazioni senza senso. Se la memoria fosse un fiume, la sua era diventata, in un punto casuale, un guazzabuglio di rivoli che scorrevano in tutte le direzioni, accavallandosi.
Bellick si girò, e il suo disorientamento aumentò alla vista della scena nella stanza: al centro vi era un ammasso di corpi disposti in modo bizzarro. I mercenari erano distesi gli uni sugli altri in una forma a ferro di cavallo. Il signor Ahmed era supino sul pavimento, circondato da quella sorta di trincea improvvisata. Nel resto della sala si contavano almeno cinque fucili abbandonati.
Un lamento da sinistra attirò la sua attenzione. Nell’angolo c’era Croft, seduta, con le mani sul fianco sinistro e la faccia contrita. Avvicinandosi, lui capì il motivo: da quel punto emergeva il manico di un pugnale circondato da una macchia rossastra. Osservandolo, Bellick capì che quel pugnale era di uno dei suoi soldati prezzolati e si allontanò, certo che in quello stato la sua nemica non potesse rivoltarsi contro di lui, soprattutto quando aveva ancora i suoi mercenari…
Intanto, la confusione nella sua testa si era evoluta in un’emicrania. Sprazzi di informazione venivano portati alla luce: mercenari che ballavano, un mercenario che cercava di riprodurre i suoni di un oud con la bocca… Lo sconcerto si fece vivo quando il milionario ricordò di aver strappato la borraccia a uno degli scagnozzi, per poi aprirla e gettarne il contenuto in faccia ad Ahmed. Si domandò per quale motivo si fosse comportato così.
Girandosi, notò che dalla parete opposta della sala il capitano Sawair si era rialzato dal pavimento.



Anche lui era in uno stato insolito: gli mancava lo stivale destro e aveva l’espressione facciale di un uomo che stava emergendo da una grande sbornia; inoltre faticava a tenere il suo fucile tra le mani. Dopo qualche farfugliamento, il capitano incitò i suoi uomini ad alzarsi e mettersi in riga. Non ci fu risposta. Con il calcio del fucile diede una gran botta in testa al più vicino. Quel movimento scosse un poco il mucchio, scoprendo del tutto il capo al soldato appena colpito e rivelando un foro di proiettile. Intanto rinsavirono due dei soldati in cima all’ammasso. Sawair diede a entrambi una potente gomitata sui fianchi per incitarli ad alzarsi. Rovinando a terra, i due si alzarono intontiti. Sawair ordinò a uno dei due di svegliare gli altri e all’altro di non perdere Croft di vista.
Sforzo vano: tutti gli altri mercenari e il signor Ahmed erano morti. Alcuni avevano ferite da arma da fuoco in punti disparati del corpo, due avevano una ferita lineare simile a una pugnalata. Non si poteva essere sicuri: tutti erano ancora frastornati dal caos psicologico. Impiegarono quasi un minuto per accorgersi che Fez era sparito. Sawair diede il nuovo ordine ai due di uscire a cercarlo.
Bellick non sapeva come gestire la situazione, soprattutto riguardo a Croft. Nei loro scontri precedenti, lui aveva sempre attentato alla sua vita soprattutto per sfruttare una debolezza, sua o dei suoi alleati. In fin dei conti, considerava il coinvolgimento dell’archeologa nelle sue operazioni anche secondo aspetti positivi. In quel frangente, ritenne che la morte della donna non gli sarebbe stata di alcuna utilità, così decise di chiamare i soccorsi. Prese il walkie-talkie e cercò di aprire il canale con il suo campo base, sperando che il



ripetitore messo all’entrata del tempio non si sia rotto per qualche motivo durante la baraonda di prima. Il canale si aprì, permettendo a Bellick di chiamare qualche rinforzo per trasportare un ferito grave.
Mezz’ora dopo si trovarono nel campo base. Mentre Croft veniva sottoposta a un intervento con i mezzi a disposizione, i due soldati tornarono a mani vuote. Dopo aver fatto qualche calcolo sulle perdite di quella giornata, Bellick chiese ai presenti di cercare di raccontare cosa fosse successo loro nel tempio; a colpirlo furono soprattutto le parole del soldato Bahrid, che ha detto di “essersi sentito come Dio”.

Qualunque fenomeno fosse scaturito dall’apertura dello "scrigno" aveva annullato la percezione dell’ordine cronologico. La “visione” consisteva in un eterno presente, dove si aveva consapevolezza sia del passato che del futuro. Dall’inizio alla fine, in ogni singolo istante si era pervasi dai ricordi di “prima” e di “dopo”.
Questo fatto aveva sviluppi preoccupanti. In questo stato di “appiattimento”, si agiva sospinti solo dalle immagini mentali relative alle azioni future. “Posseduti” era forse la parola giusta. Come si poteva dire che ogni azione intrapresa da ciascuno fosse una sua iniziativa, elaborata dalle sue facoltà, in rapporto alla situazione ostile in cui si trovava? Non era più veritiero che ogni azione, dettata a sua volta dal ricordo, frutto della stessa azione… formasse un circolo vizioso psicologico e temporale, completamente diverso da qualsiasi circostanza che si sviluppasse in modo naturale?



perdite di quella giornata, Bellick chiese ai presenti di cercare di raccontare cosa fosse successo loro nel tempio; a colpirlo furono soprattutto le parole del soldato Bahrid, che ha detto di “essersi sentito come Dio”.

Qualunque fenomeno fosse scaturito dall’apertura dello "scrigno" aveva annullato la percezione dell’ordine cronologico. La “visione” consisteva in un eterno presente, dove si aveva consapevolezza sia del passato che del futuro. Dall’inizio alla fine, in ogni singolo istante si era pervasi dai ricordi di “prima” e di “dopo”.
Questo fatto aveva sviluppi preoccupanti. In questo stato di “appiattimento”, si agiva sospinti solo dalle immagini mentali relative alle azioni future. “Posseduti” era forse la parola giusta. Come si poteva dire che ogni azione intrapresa da ciascuno fosse una sua iniziativa, elaborata dalle sue facoltà, in rapporto alla situazione ostile in cui si trovava? Non era più veritiero che ogni azione, dettata a sua volta dal ricordo, frutto della stessa azione… formasse un circolo vizioso psicologico e temporale, completamente diverso da qualsiasi circostanza che si sviluppasse in modo naturale?
Una cosa pareva assodata: la “visione” induceva onniscenza, annullamento della logica causa-effetto e perdita del libero arbitrio.

Ritenuta una manifestazione di un destino cieco, la forza imprigionata nel tempio non poteva essere piegata alla volontà di nessuno, cosa che rendeva ancora più oscura la domanda su come gli antichi costruttori l’abbiano imbrigliata in quel sito.

Max aspettò. Erano passati dieci minuti di silenzio, da quando aveva postato gli screenshot sul gruppo WhatsApp. Si chiese come avrebbero reagito. Prima di postare aveva anche avvisato che questo non era un vero racconto.

Renzo: Non ho capito niente

Fede: Che storia è?

Lucia: Questo si che è un trip mentale

Filippo: Dov’è finito Fez?

Max: Non l’ho stabilito.

Renzo: Finisce cosi?

Max: Pensavo che fosse uscito dal tempio. Magari ha vagato per giorni, stordito, e si è fermato nella prima città.

Lucia: E poi?

Max: Ehm…

Filippo: Se provasse a dire che è successo, non gli crederebbero. Forse non lo sa neanche lui.

Lucia: Perché hai scritto questa storia, se non dice niente su cosa è successo prima e dopo?

Max: È solo una bozza su un momento cruciale di una storia X. Quello che mi importava davvero era spiegare come poteva essere vivere senza il passato e il futuro.

Fede: Che razza di modo di vivere

Renzo: Perché hai messo Lara Croft?

Max: Datemi il tempo di scrivere a tutti voi.

Filippo: Va bene.

Per due minuti, Max scrisse i messaggi sulle note del telefono, in modo da copiarli e postarli insieme sul gruppo.

Max: Avete presente quando vi spiegai del mio adattamento per “Tomb Raider 3” e di altre mie iniziative con la saga?

Max: Un’altra volta, ho scoperto su Wikipedia una pagina su Aion, dio del tempo contrapposto a Chronos; a quanto ho letto, rappresentava il tempo non lineare, così ho immaginato di usarlo per questa spiegazione di questo “eterno presente” con sfondo archeologico. Ne ho approfittato per coinvolgere Lara, giusto per fare un’altra sua avventura.

Lucia: Ma non fa niente

Lucia: Quasi muore e sopravvive solo grazie al suo nemico. Non è giusto

Max: Non sapevo cosa inventarmi. All’inizio avevo scritto che lei si toglieva il pugnale e poi andavano da soli in infermeria; un tizio che conosco che studia medicina all’università mi ha fatto notare che era una pessima idea.

Renzo: Spero che non muore

Max: Cavolo, no! Non ho scritto questa storia per ucciderla.

Filippo: Comunque, questa storia mi è piaciuta. Il ragionamento alla fine funziona. Forse è il linguaggio ad avere qualche problema.

Max: In che senso?

Filippo: Be’, negli ultimi screenshot ho visto dei tempi verbali sbagliati.

Fede: Mi spieghi che succede dopo? Come va a finire?

Max: Non ne ho idea. Pensavo che si accordassero sul cercare di non usare più la “visione”, magari riseppellendo il tempio. Lara non è nelle condizioni di scappare…

Max: Voi cosa proporreste?

Da: tipcs.sued-otis|ittehcram.alehcim#tipcs.sued-otis|ittehcram.alehcim

Spettabili Sovrintendenti

Vi scrivo per informarvi di nuovi sviluppi riguardo a SCP-079-IT.

Questa mattina



Malachite

Noi non siamo i padroni di questo mondo

La malachite è un materiale naturale frutto di ossidazione (definibile anche come “ruggine di bronzo”). Il suo colore, il verde, aspira sia alla natura, mentre la sua natura aspira alla decadenza dell’opera umana.

nota: gdi spagnolo culto del grande dio verde



MADAO Hub

Buongiorno. Lei è qui perché ha accettato l’offerta del nostro agente rappresentante per contribuire a una nobile causa: studiare e comprendere ciò che sfugge alla comprensione umana. Il nostro agente Le avrà dimostrato come la nostra Accademia si focalizzi su un ambito interdisciplinare unico in Italia, il paranormale. In Italia e nel mondo esistono elementi che infrangono la percezione comune della realtà circostante

  • Medicea: la collezione di manufatti anomali della nostra società deriva da un nucleo raccolto in origine dai primi Signori della dinastia medicea nel XV secolo, soprattutto da Lorenzo il Magnifico.
  • Accademia: il nome deriva non solo dall’impianto della nostra istituzione, basata sull’approfondimento di belle arti e scienze naturali, ma rimanda anche agli studi condotti già sulla collezione medicea originale da parte dei sapienti della scuola neoplatonica.
  • Occulta: il termine indica sia la tradizione di segretezza dell’Accademia, anch’essa ereditata dai Medici, sia la natura soprannaturale degli oggetti della nostra collezione.


Altro

SSM-XII "Transitio Realitas"


Descrizione: SSM esplorativa dedicata all’accesso e all’interazione con ambienti trans-dimensionali. Le squadre coprono il ruolo di “apripista”; una volta appurati la natura fisica e il grado di pericolo dell’ambiente, consentono l’accesso alle squadre di esplorazione avanzata, formate da membri di altre SSM a seconda della specializzazione.

Equipaggiamento Offensivo: Leggero

Coordinamento: Coordinata dal Sito Angerona

Quartier Generale: Sito Angerona

Componenti:

Comando: Cpt. Saverio Gaudenzio
Squadra α:

  • Ten. Angelo Sallustio
  • Agt. Daniela Colli
  • Agt. Sebastiano D’Amico

Squadra β:

  • Ten. Gennaro Levato
  • Agt. Massimo Daverio Fosco
  • Agt. Claudio Valli

Equipaggiamenti Speciali:

  • No. 3 (a squadra) tute TR-00120
  • Sistema Pharos di armonizzazione da remoto.

Contributi al Contenimento di:

  • [ACCESSO NEGATO]

Rapporti Operativi:

  • [ACCESSO NEGATO]




Pubblicati

SCP

  • SCP-157-IT – L’ultimo Cipriani (vincitore del Lurkoncorso 2023)

Racconti

  • I giorni peggiori della mia vita (accreditato come co-autore da Aryobarzane non corrisponde alcun nome utente esistente)

Elementi Anomali, Eventi Anormali e affini

  • Gazebo
  • Insegna al neon
  • Skyphos
  • Zippo
  • Rivista di cinema
  • Sirena della fabbrica senese
  • Spettro della Maddalena
  • E svariati altri…

Altro

  • Format scheda MADAO (collaborazione con C0S0C0S0)
  • Revisione schede S5 e creazione format uniforme
  • Denominazione “Unità Locale di Introduzione al Servizio”
  • Fotografia di SCP-i-IT-J
  • Traduzione di SCP-2131 e 2158 (revisionate e pubblicate da Ardi0177 non corrisponde alcun nome utente esistente)
Salvo diversa indicazione, il contenuto di questa pagina è sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License