Pagina d'Aryo

Rapinato dal CFO:
Aryobarzane - FRHier à 19:25
Ditemi, gente: Pensate che i ricercatori, agenti ecc… della Fondazione potrebbero avere una famiglia? Una moglie, dei bambini…
Dott.ssa Riba NahiHier à 19:26
penso di si
Dr. AisenbergHier à 19:26
Certo
Molti di loro hanno sicuramente una famiglia, ma questa deve essere all'oscuro del lavoro.
Aryobarzane - FRHier à 19:29
vorrei scrivere una bozza su un ricercatore vittima (vittimo?) d'un rapimento dal CFO. Sa che potrebbe morire, e ho in mente che lui pensasse alla sua moglie, e forse, ai suoi bambini mentre stia morendo
Dr. AisenbergHier à 19:29
Uh, è una buona idea
Sarebbe un ottimo modo per far vedere che esiste una famiglia e una vita dietro la vita dei lavoratori della Fondazione
Potrei aiutarti :thinking:
Aryobarzane - FRHier à 19:36
Riassunto: un ricercatore (vorrei inventarne uno abbastanza potente, tipo direttore o vicedirettore o coordinatore d'un proietto random) rapinato dal CFO. IL CFO vuole che lui dice a loro come funziona il sito in cui lavora, e per farlo parlare, usano differenti mezzi, forse, utilizzare una anomalia letale contra lui. Il ricercatore non vuole, perché non vuole che il CFO prenda il controllo del sito, allora il CFO lo minaccia di ucciderlo, affinché lui parli, ma non dice niente, allora il CFO lo uccide, e mentre sta morendo, pensa alla sua famiglia, che non sa che lui lavora alla Fondazione, e non lo sarà mai, si chiede come la fondazione dirà alla sua moglie che lui è morto, che si passarà per lei ecc…

Personaggio di Ariana Contadi:
Venezia, 27/08/1972
Studia oceanografia, e lavora all'Istituto Oceanografico di Trieste. Adocchia la Fondazione con il suo lavoro sui fondi sottomarinei. Diventa direttrice del Sito Nettuno nel 201X
Personalità: orgogliosa, tipo la direttrice Marchetti

Personaggio di Tommaso Passini:
18/10/1981, Genova

SCP Plante

RAPPORTO OPERATIVO


L'elicottero atterra ad alcuni metri, in un vortice di polva. La SSM-VII Turmae Angelorum ha accettato di collaborare con noi, e noi ha trasportati fino a quest'entrata d'una miniera vicina a un lago. Il paesaggio è magnifico. È l'alba, luci aranci si fanno timidamente vedere nel buio.

“Vi aspettiamo qui, non vi preoccupa !” grida il capitano Iadanza, capo della SSM-VII. Prepariamo il rimpatrio durante questo tempo!

Il mio capo lui fa un segno dalla mano per mostrare che ha capito. Ragruppiamo intorno a lui. Apre una mappa della miniera e la mette sul piano.
déploie un plan de la galerie et le pose au sol.

“Secondo questa mappa, fatta dagli speleologhi già passati qui, la miniera si divisa in due corridoi in capo a 100 metri. La Squadra Alpha partirà a destra, e la squadra bêta a sinistra. Si presume che l'entità sia nel corridoio di sinistra, ma è possibile che si sia spostata, o che qualcuno l'abbia spostata.”

È esattamente cio che è scritto nei documenti dati dalla SIR-II. Sono nella squadra Bêta. Le capo della squadra e gli altri agenti, Ballesta e Baresi, indossano occhiali ad infrarossi. Il capo mi porge una, e poi cambia d'idea.

“Ah, si, avevo dimenticato”

Ma comunque sia, indosso una maschiera per proteggere i miei occhi, in caso di luce troppo forte o di caduta di pietre. Troppe precauzioni sono meglio di nessun precauzioni.

“Agente Iriate, devo dirti qualcosa”

Seguo il capo un po' a distante. Abbastanza lontano, afinché che Baresi e Ballesta non possano ascoltare/sentire.

“So che questa missione è la prima per te, ma non sii travolta da cio che potrebbe passarci. Siamo qui per ricuperare une entità in un ambiente sotterraneo. Non importa cio che dovremo fare per ricuperarla. Se devi far fuoco, fai fuoco. Se deve batterti fino alla morte, batti fino alla morte. Se devi uccidere… beh, uccidi. Fai cio che aspetto di te.
-Bene, comandante.”

Ripenso a cio che ho imparato nell'/all'esercito e durante gli ultimi mesi d'addestramento teorico all'interno della Fondazione. Se sono stata accettata nella SSM-VII Subterranea Materia, vuole dire che ho le capacità rechieste per farne parte. Sia sul piano mentale che fisico. Non devo avere paura. Devo fare cio che mi hanno detto da fare, con cio che mi hanno imparato da fare. Ho fatto anni di lotta libera, e durante l'esercito, sono stato addrestata al combattimento.

“Tutto bene?
-Si, comandante.”

Entriamo nella miniera. Tutte le luci scomparono. Fortunamente per me, posso perfettamente vedere nel buio. Camminiamo provando da non fare rumore, segunedo il fiume sotterraneo. Cercando l'entità e la luce che emette. Secondo le informazioni fornite dalla SIR-II, speleologhi hanno rapportato alla polizia voci, gridi e urla in questa miniera, e un'entità producendo fuoco. La ricorrenza di questi fatti di cronaca, rimasti senza seguito perché erano troppi strani, ha richiamato l'attenzione d'un agente della SIR-II sotto copertura, che noi ha chiamato. E per la mia prima missione, devo ricuperare quest'entità, senza sapere se i suoi gridi sono gridi d'aiuto o di rabbia. Secondo Baresi, è sempre impressionante di non sapere cio che incontraramo. Se l'entità è ostile. Se accettarà di cooperare. Se è in grado d'interragire o no. E per me, per la mia prima missione, è ancora più angoscioso. Quasi spaventoso. Ho delle difficoltà per respirare e si vede. Ballesta mi fa un sorriso incoraggiante.

“Tranquilla, tutto va bene. Possiamo farlo.”


Non c'è luce nella miniera. La squadra Alpha se n'è andata a destra. Siamo quattro e non so quante persone dovremo combattere per ricuperare l'entità. Secondo la SIR-II, è tenuta da un gruppo di persone, e non vorranno lasciarla. Armi nelle mani, andiamo. Preparati a far fuoco. Posso sentire i battiti del mio cuore. Respiro profondamente per calmarmi. Fa freddo. Posso sentirlo mentre sia ben coperta. Provando da non fare rumore, avviciniamo del fondo della miniera.

E ciò che temevo ci sta passando.

Gridi e risate.

Qualcuno l'ha trovata prima di noi.

Continuiamo. Volendo mantenere l'elemento sorpresa, il comandante noi fa un segno per avvicinarsi. Tutti indossano le loro occhiali infrarossi, ma non me, perché non ne ho bisogno.

“Vedi qualcosa?” mi chiede il comandante a voce bassa.

Scuoto la testa. Di subito, vedo un po' di luce. Ma le voci mi preoccupano.

“L'hanno trovata prima di noi”

Ancora venti metri da fare. Ad ogni passo, le voci e la luce si fanno più forte/forti. Ho tanto paura che posso appena respirare. Il più piccolo rumore che fanno le nostre scarpe sui sassi sembrano risuonare e provocare un orribile rumore. Non so come fanno per non sentir noi camminare. Mi sono smetta di contare i miei passi quando il comandate noi fa segno di fermare noi. Ci siamo. Lieve ombre sonno visibili sulle parete rocciose. Questa volta, posso sentire chiaramente qualcuno piangere. Ci sono almeno tre altre voci che ridono. Ho un cattivo presentimento. C'è un odore di brucio. Sono utilizzando l'entità. O forse è/sia l'entità che si è attivata et sta bruciando.

“Preparate le armi” dice il comandante

Mettiamo in motto i meccanismi. Preparata a fare fuoco, prendo un'ispirazione. Il comandante salta nella caverna. Seguito da noi.

“SSM-VIII, non muovete!”

La caverna è piccola e oscura. Non sarà facile. Provo da registrare i dettagli spaziale/spaziali il più rapidamente che lo posso. Le parete roccioso. Le colonne di pietra. I battiti del mio cuore sono tanto forti che non sento quasi niente. Le rocce/roccia sul suolo. Le persone che dovremo/doveremo combattere. Non sono dei mastodonti, mais la formazione alla Fondazione mi ha imparato da fare attenzione. Hanno già saltato/salto e putnato le loro armi su di noi. Fortunatamente, ho pensato a/da abbassare la visiera del mio elmo/casco ed indossare una maschera per proteggere i miei occhi dei proiettili.

È come una fucinatura. Ci sono degli attrezzi, una incudine, e dei lingotti d'oro sul suolo. Un tipo di nicchia di pietra a sinistra. Indovino una fabbrica clandestina. Le tre persone sono sulla difensiva. Non vogliono abbandonare. Sarà difficile farle arrendersi. Ma ci deve farlo.

“Lasciate cadere le armi!”

Nessuna reazione. Non vogliono. Non vorranno mai.

“Liberate l'entità!

Un proiettile è sparato. Da colui che sembra essere il capo del gruppo. Il proiettile entra nella spalla di Baresi, che si piega a metà e indietreggia d'un passo per mettersi dietro di me.

“Fate fuoco!” urla il comandante.

Rimasta all'ingresso della caverna affinché possa utilizzare la mia arma, da cui i proiettili sono molti potenti, prendo una grande ispirazione e sparo. Non hanno il tempo di capire ciò che passa. Ne punto uno et sparo un proiettile. Nella testa. La mia tranquillità me stupende. Non posso sentire altro che il mio cuore nelle mie orecchie, ma sono calma/tranquilla. So ciò che sto facendo.

Una granata cade sul suolo e arriva nella nicchia. Sparata da Ballesta, specialista del soggetto (specialist of throwing bombs) Metto la mia sciarpa sulla mia bocca e il mio naso, affinché non ispiri il gas che uscirà. Attacchermo fino che il gas si sarà scappato. Forse ci sono altre persone, chi lo sa?

Il gas esce. Diffondendo un fumo fitto, bianco ed opaco. Tra le tosse e le parolacce, vedo qualcosa infiammarsi, ed un grido di dolore mi fa uscire del silenzio in cui l'angoscia mi aveva immersa/buttata.

-Cazzo di merda! Grida Ballesta.

Faccio fuoco di nuovo, su dei fantasmi nascosti dal fumo bianco. Provando da non sparare verso la fiamma. Non la vede chiaramente, ma so che è l'entità. Ed il nostro obiettivo non è ucciderla. La sento gridare, soffre. Il nostro errore è stata dimenticare che il gas lacrimogeno potrebbe scoppiare degli incendi. Forse è stata ferita.

-Lisa coprimi! (non so)

Bensì sia ferita, Baresi chinasi e corre verso il fonda della caverna, mentre Ballesta, il comandante e me facciamo fuoco verso i sequestratori dell'entità. Proviamo di puntare i membri, affinché non siano uccisi, ma per ferirle per interrogarle dopo. Tiri si aggiungono dietro (di?) me. La squadra Alpha è arrivata per aiutare noi. Sento gridi, parolacce, esplosioni, cadute di pietre (?). Vedo solo fume, ombre agitandosi, e questa luce accecanta, provocata dal fumo. L'entità brucia.

-Comandante, l'ho trovata! Grida Baresi.

Le ombri si smettono di sparare. Hanno capitolato. La squadra alpha entra subito in contatto con la SSM-VII per preparare il rimpatriamento. Baresi me fa cenno di venire. Con la mia arme ancora nella mano, cammino con prudenza, mentre il gaz se ne va poco a poco. Rivelando una piccola decena di persone sentite o giaceve a terra, ferite dai proiettili. Tre sembrano morte. Il fuoco si spegne progressivamente, fino a brillare lievemente. Non abbastanza bene affinché Baresi lo veda, ma abbastanza affinché che io lo veda. Et lei lo sa.

-Mirella, stai bene?

Baresi scuote la testa. Dice che sta bene, ma non si sa mai: secondo Ballesta, lei tende a minimizzare le sue ferite.

-L'entità è ferita?

Baresi si discosta/si allontana per lasciarmi vedere questa creatura che dobbiamo ricuperare.

È un adolescente, senza vestiti. Steso su suolo. Gemendo di dolore, la voce rotta dai suoi propri gridi. Ha i capelli neri, gli occhi oscuri, e le mani legate dietro la sua schiena. Brucia lievemente ma trema, tossendo, piangendo a causa del gas. Richiesto una copertura ignifuga, con cui lo copro (?). Tenuto conto della sua magrezza, non ha mangiato da diviersi giorni.

-Non posso più bruciare. Non lo voglio mai più. Lasciatemi tranquillo.

Gli faccio un sorriso ma lui non mi vede a causa della mia maschera. Immagino che vedere quattro persone con questi vestiti, deve/dovesse essere terrificante.

-Non ti preoccupare. Sono l'agente Iriarte, e vicina a me, l'agente Iriarte. Siamo una… Squadra speciale venuta per farti uscire.

Fissa noi alternativamente. Sento la squadra alpha chiamare la SIR-III con la radio. Probabilmente per Baresi, da cui la spalla è ferita.

-Nessuno ti farà male.

Noto ferite sul suo volto. Ed immagino che dovesse essere costretto di bruciare di tal modo. Prova di resistere, di dimenarsi/dibattersi, ma è troppo debole.

-Che volete che io faccia per voi? Chiede, incapace di parlare più forte.

Io e Baresi scambiano un'occhiata. Non ha fiducia. È sicuro che vogliamo utilizzarlo. Noi servire di lui. L'unico punto positivo è che noi comprende e che possiamo comunicare con lui.

-Niente, risponde Baresi. Ha bisogno (d')essere curato. E per questa ragione, ti facciamo uscire.

La guarda.

-Non posso camminare…
-Tranquilla, ti aiuteremo.

Rimanendo vigilanti, gli somministriamo un sedativo, poi gli aiutamo ad alzarsi. Stordito, si lascia fare. Correndo, dei membri della SSM-VII arrivano, con tute ignifugate. Dietro di loro, dei membri della SIR-III, equipaggiati con barelle. Baresi sospira. Sollevata. La sua spalla la fa soffrire.

“Sei sicura che tutto va bene, Mirella ?
-Non ti preoccupare, Lisa, ho visto peggio.”

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